E per un pelo non pioveva!

Fango , fango ed ancora fango , ma soprattutto ... fango!
Ciò che di più divertente si può fare in off-road con 2 ruote (ma anche 4 , perchè no!)

E per un pelo non pioveva!

Messaggiodi mwinani il Sab Apr 23, 2011 3:35 pm

Immaginate la scena: ore 8,13 del mattino, io in mutande e ginocchiere (che sto fissando con gli strech), suona il telefono nascosto in chissà quale tasca di quali pantaloni. Rispondo.

"ciao sono Alberto, qui piove e li da te?"

"qui niente, il cielo è un po' coperto ma non minaccia"

"ok aspetto 10 minuti, vedo come butta e ti richiamo"

Intanto per non finire di vestirmi inutilmente, mi procuro dei diversivi: riempo(troppo) la lavatrice di panni, smonto la doccetta e la metto a bagno in un pentolino di aceto caldo per togliere il calcare che copioso come quest'anno non ho mai visto al punto da intasarci tutti i soffioni dei rubinetti. Raccolgo qualche pezzo di moto sparso in giro.

"Ok, ha smesso si parte, però mi fermo in piazza al bar a fare colazione che sennò svengo".

finisco di vestirmi e decido di andare al bar pure io: inutile fare due soste.

Alberto non sta molto bene, al bar oltre alla colazione si prende un pasticcò (come dicheno in Ancona) che neanche ai cavalli prima del palio di Siena, è tentato anche da una supposta, ma decide di aspettare di vedere come va, nel caso la metterà nel bosco (che è meglio che un bar affollato).

Partiamo tranquilli con la sensazione di avere il mondo in mano.
Un mese intero senza neanche una goccia d'acqua erano decenni che non si vedeva, infatti un bel polverone dappertutto (o quasi).

Il fosso con guado che a fine marzo sembrava un gorgo dalla profondità non misurabile per via dell'acqua torbida, si rivela uno scherzo, mentre la strada che da sotto Bargni porta a Borgo nuovo attraversando il fosso, per l'appunto, è una goduria. Un po di asfalto per finire di digerire il pasticcò e prendiamo un sentierino in salita che quando è bagnato sembra una saponetta (nella doccia degli uomini), ma con l'asciutto aggrapap da morire. Arriviamo in un lampo a Capoville. Da li a Fontecorniale, prendiamo per il ripetitore e giù, verso il fosso del Rasso (al pensiero a Stefano e Flo verranno le pustole viola). E' asciutto come non mai (a parte un tratto a metà dentro un canale a gradini). E' la prima volta che salgo senza nessun problema (con l'Aprilai poi...).
Alberto si impunta un po' nei gradini viscidi. In particolare si era innamorato di uno a aveva deciso di passare la mattina lì. Scendo a piedi qualche decina di metri, prendiamo un metro di rincorsa e via. La moto sale da sola che è un piacere con Alberto stremato per la fatica (e il pasticcò) appeso dietro.
Il tratto dove l'altra volta ci siamo stesi in 3 tutti affiancati è semplicissimo oggi che è secco e in breve raggiungiamo Scotaneto. A quel punto facciamo progetti, sono le 10 e poco più e faremmo in tempo ad arrivare al Catria e tornare a casa entro mezzogiorno visto come ci muoviamo agili, ma come al solito i conti si fanno senza oste.

L'oste è quello che dice: adesso buoi fare il fosso del Lupo e i suoi canali? Con L'Aprilia, la gomma davanti larga, il motore più largo per via dei 2 cilindri, il forcellone largo per ospitare la gomma posteriore da 180? Allora devi soffrì!!

Tra l'altro nel canale destro del fosso del rasso c'era un bel ramo d'albero, viscido si quando è bagnato ma faceva un po' di spessore. Qualcuno che conosco l'ha voluto togliere perché lui ci passa meglio (col K!) ed il risultato è che:

"Alberto aspetta qui che prima passo io, poi ti faccio la foto quando passi tu".

Detto e fatto. 10 secondi e rimango incagliato col motore e il forcellone a metà solco e le due ruote sollevate a 10 cm da terra. Tocca sollevare la moto di peso e tirarla fuori con la forza di (fortuna) 4 braccia.

Adesso è il turno del mono giallo. Guardate la determinazione salendo in sella:
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Scende leggiadro nel fosso:
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E la grinta con cui ne esce:
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Ancora grinta:
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Capperi si incastra anche il Suzuki?
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E se ci venissi da solo con una vanga ad allargare quei canali?
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Al pensiero già sono stanco
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Il brutto dovrebbe essere fatto: questo è il fosso "facile", però l'oste dice che il canale stretto c'è ancora e l'Aprilia si incaglia inesorabilmente. Una volta tutti e tre gli organi larghi contemporaneamente: ruota ant, motore e forcellone/mozzo. Dobbiamo sollevarla e spostarla nel canale più largo. Dopo 5 metri siamo alle solite: la ruopta post non tocca il fondo e la moto deve essere sollevata e tirata spinta contemporaneamente (a questo punto l'effetto pasticcò è completamente azzerato, però il Suzuki.... ).

A differenza di quello del nano, questo va su come una viola:
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tanto che rimango indietro.
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Da li in poi c'èun pezzetto veramente gustoso. Al termine del quale riprendiamo fiato. Ci raggiungono altre due moto: una Yamaha (250?) e un KTM(125 2T) che ci salutano ripartono subito rombando).

Stremati raggiungiamo la Bruna su alla Baita e ci rinfreschiamo un po' (Alberto prende un coadiuvante per il pasticcò).
Dopo una mezz'oretta passata a vedere ciclisti più fresci e riposati di noi e ad assistere ad un papà isterico che in quel posto di pace litigava col bimbetto di 2-3 anni per via di un gelato e di qualche capriccio, riprendiamo la stra da casa. Alberto (ma anche io) deve tornare presto così facciamo la scorrevole strada asfaltata che poi "condirò" con un paio di pezzi facili facili che facevo anche col viscido con le gomme da strada.

Anfatti!! (un piccolo smottamento)
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Ci ostruisce leggermente il passaggio. Possono due enduristi rudi e avezzi allo sprezzo del pericolo arrendersi di fronte a simili quisquiglie? Certo che no troviamo un piccolo invito nella scarpata che ci affianca sulla sinistra e dopo 3-4 tentativi riusciamo a salire sul prato di erba medica che passa sopra. E riusciamo a raggiungere la strada solita.
Ma anche questa è invasa da una frana simile. Questa però è caduta dall'alto e continua fino sotto. Bisogna tornare indietro.
Poco male poco più sotto c'è un comodo guadino (ricordo che volevo affrontarlo con la gomma liscia da strada, ma poi la ragione mi aveva fatto cercare un'alternativa).
Comodo ..... infatti:
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La ruota posteriore era completamente immersa un un mix di sabbia e fango bleu.

Vabbé ormai è fatta, a forza di braccia tiriamo fuori le moto dalle sabbie mobili e ripartiamo. Abbiamo accumulato una mezz'oretta di ritardo ma dopo il fosso ci sono 100 metri di terra e tuto l'asfalto verso casa. Siamo vicini a Mombaroccio quindi Alberto arriverà a casa senza essere picchiato dalla moglie. Io che le botte le cerco, vado a esplorare la scorciatoia che avevo provato col VFR e porta esattamente dove pensavo: aggira Beato Sante e Mombaroccio ma se ha piovuto da poco e non avete gomme tassellate o, se è asciutto avete moto a 6 cilindri o più, evitate! :mrgreen: .

Vista la polvere torno acasa per l'una con la moto quasi pulita:

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Ma aspetta aspetta, non sarà che sto motarduro mi diventa sempre più 'nduro??

No no è solo un effetto ottico:

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Grazie ad Alberto per la compagnia e per gli effetti speciali (leggi forza traente dei "bracci").

Prossimamente su questi schermi (prima o dopo la colle Marathon?)
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Re: E per un pelo non pioveva!

Messaggiodi Nemo il Dom Apr 24, 2011 11:12 pm

Bravo Paolo, e complimenti per la leggerezza che hai nello scrivere. Devo ringraziare pubblicamente Paolo per la pazienza che usa nelle uscite, sempre pronto a rispondere con un sorriso ai tanti momenti di "sconforto enduristico". Ma gli amici si vedono nel bisogno, e allora siamo proprio amici!!!
Alla prossima. Venite gente, venite, qui si fa dell'ottimo enduro!!!
P.S. Per dovere di cronaca devo chiarire che la pasticcozza che ho ingurgitato non ha aumentato le doti motociclistiche del sottoscritto; comuque a confermo dell'ottimo momento, alla fermata alla baita ho innaffiato l'uscita con dell'ottimo vino. Chi ben comimcia...
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Re: E per un pelo non pioveva!

Messaggiodi mwinani il Lun Apr 25, 2011 5:53 pm

Nemo ha scritto:........ alla fermata alla baita ho innaffiato l'uscita con dell'ottimo vino. Chi ben comimcia...


Infatti poi volevi saltare il fosso, partendo da fermo e senza rincorsa ....

già ti vedevo steso nell'acqua con la moto sulla schiena a fare le bolle con il naso :-)

Adesso vediamo se riusciamo a mettere assieme qualche giornata un po' più lunga così da raggiungere anche zone più lontane partendo da qui senza fare fuoristrada. Per i giri "brevi" siamo già quasi a posto anche se quando vediamo qualche sentiero interessante lo possiamo sempre provare :-)
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Re: E per un pelo non pioveva!

Messaggiodi fabio7486 il Mar Apr 26, 2011 10:48 am

mannaggia, mai una volta che azzecco un uscita...
:(
un po di "moto" al giorno toglie il medico di torno...

il mio lavoro ...-> http://www.legnotech.net/
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Re: E per un pelo non pioveva!

Messaggiodi mwinani il Mar Apr 26, 2011 2:17 pm

Non demordere Fabio. Alberto mi ha detto che avevi qualche impedimento. Sono toccate e fughe giusto giusto nello spazio lasciato libero da impegni di lavoro e familiari, spesso organizzati in un momento a scapito di qualcos'altro che rimane indietro e senza purtroppo, dare molto tempo per organizzarsi prima a tutti gli interessati o per mettersi d'accordo con chi ha altri obbiettivi. Se tutto va bene a Maggio un altro paio di giri si rifà. Provo a mettere giù le date indicative così magari ci si mette d'accordo cercando di far combaciare tutte le esigenze possibili.

Il prossimo weekend siamo tutti impegnati, chi alle motocavalcate, chi a fare la "scopa". il 10 c'è la maratona e la fiera di primavera a Calcinelli. Il 20 io sono in pista a Magione, il 21 c'è saggio di ginnastica della bimba, per cui siamo già belli che incastrati.
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